Cara Stefania, quando ho ricevuto la tua mail ieri sera mi sono spaventata. Come potevo descrivere la mia esperienza all'associazione Bianca Garavaglia con poche parole? Da dove potevo incominciare? Dall'inizio!
Conosco l’Associazione da quando è stata creata nel lontano1987. Sono amica di Franca e Nelli da sempre, ma il mio contributo si è sempre limitato al rinnovo della tessera associativa e nulla più. Non mi vergogno ad ammettere che non ho mai approfondito il lavoro continuo e costante dei miei amici. Sapevo che sostenevano la ricerca oncologica presso l'Istituto Tumori di Milano ma non sapevo né come né in che misura. Poi l'anno scorso, Franca mi ha convinto a partecipare ad una riunione di v
olontari e lì mi sono resa conto di quanto questa associazione ha fatto e continua a fare per tutti i bambini ammalati. Non ho avuto neppure il tempo di decidere se diventare parte attiva o no! Sono stata catapultata a Verona per il Giro d'Italia insieme a mia figlia Anna.
Eravamo terrorizzate! La sera prima del grande evento al ristorante ripassavamo le informazioni che ci erano state date e studiavamo un piano strategico sul cosa fare per ottenere il massimo risultato. Ci siamo stancate come non mai, ma quanto eravamo felici! E ci siamo pure divertite un sacco.
E' arrivato poi settembre con tutti i preparativi per il Natale e della mitica Befana Solidale! Dovevamo cercare prodotti per i cesti gastronomici di Marzia per la Mostra Mercato
per due mesi ho dato fondo a tutte le mie conoscenze, l’obiettivo era quello di farsi regalare
di tutto un po’: dal macellaio all'apicoltore... dall’artigiano agli amici più stretti.
Ma rimaneva da fare la cosa più difficile per me… convincere le persone a fare un’offerta e soprattutto divulgare ai più gli scopi e la missione dell'associazione.
Io non ho un gran coraggio e temevo sempre di disturbare le persone, ma durante la vendita dei biglietti di auguri per Natale ho avuto la fortuna di conoscere una persona meravigliosa, Lei ha capito il mio imbarazzo e mi ha detto: “Signora, quando la causa per la quale si lavora è importante, bisogna combattere senza paura” ed io, che ormai conoscevo l'importanza di ciò che l'Associazione fa, ho tirato fuori una grande grinta e sono andata avanti. E oltretutto mi sono divertita tantissimo. Come non dimenticare le Calze della Befana? Dovevamo riempire 900 calze ed eravamo in poche. Con il passaparola in palestra ho reclutato alcune amiche e abbiamo creato un' eccezionale catena di montaggio. Per non parlare poi dei turni per i mercatini di Natale al freddo e al gelo, siamo arrivate a Natale stremate, ma poi quando abbiamo conosciuto la consistente cifra raccolta grazie al nostro lavoro, la felicità è stata talmente grande che abbiamo dimenticato le fatiche. Mi sono dilungata troppo Stefania? Non potevo farne a meno ... Se voglio testimoniare l'esperienza di questo mio primo anno con voi non potevo limitarmi a poche parole. Siete mitiche! Tu, Maci, Marzia, Anna, Alessandra, Claudia e tutte le altre, soprattutto perché avete sempre creduto nella necessità e nell'utilità dell'Associazione. Spero con questo mio lungo discorso di convincere tante altre persone a provare ad unirsi a noi, vi assicuro che non è solo fatica, ma anche gioia e perché no, anche divertimento. In tanti possiamo fare tante cose ma, soprattutto, possiamo fare tanto per i bambini che si ammalano di tumore e che con il nostro aiuto hanno molte più speranze di sopravvivenza. Perché allora non provare?
Cristina, Volontaria ABG